Taurasi ed il suo vino

 

mappa-g

L’area di Taurasi è stata abitata fin dall’eneolitico (3500-2500 a.C.) come dimostra un insediamento rinvenuto negli anni ’90 durante diverse campagne di scavo, in Contrada S. Martino. Tracce dell’abitato antico, la Taurasi di età sannitica e romana, corrispondente alla “Taurasia” citata sul sarcofago di Scipione Barbato, è collocabile nella zona tra Contrada Piano d’Angelo e Contrada Caselle, a ridosso della parte moderna del paese. Nel corso degli anni infatti in contrada Caselle sono state trovate tracce di insediamenti e sepolture di età romana e tardoantica.
Abbandonato il vecchio sito, con la costruzione dei castelli in tutta l’Irpinia (incastellamento), tra il IX secolo e il X secolo è stato fondato l’attuale centro storico.
L’impianto urbano a “castrum”, ben conservato, sembra risalire all’età normanna (X-XII sec. d.C.). La rocca è stata costruita nel X secolo e diverse volte rimaneggiata fino alla trasformazione in palazzo in età barocca.
Alla fine del XVI secolo Taurasi, grazie alla famiglia di Carlo Gesualdo, il madrigalista che probabilmente nacque nello stesso palazzo Marchionale, ricevette un altro assetto urbanistico con la costruzione di Porta Maggiore e del Convento del SS. Rosario, attuale sede del Municipio e del Museo Archeologico.
All’interno del centro storico si conservano palazzi storici: Palazzo De Angelis, risalente al XVII secolo, Palazzo Maffei (ex Caracciolo) del XII secolo e Palazzo Capano del XVII secolo oltre alla Torre con postierla, della porta Piccola, probabilmente, data la struttura, di origine aragonese, risalente al XIV-XV secolo. Agli edifici storici sono di alto interesse le cantine sotterranee, presenti nella quasi totalità degli edifici del centro storico, solitamente strutturate con volte a botte ribassate, per lo più risalenti al XVI-XVII secolo, a lungo utilizzate per lavorare e affinare il prodotto simbolo di questo territorio, il vino.
Oggi non a caso il comune è il centro dell’area di produzione del Taurasi DOCG, fatto con uve Aglianico, un vitigno di antichissima tradizione, ed ha una vivace economia tutta proiettata sul vino.
La tradizionale lavorazione del vitigno aglianico ha reso il nome del paese famoso nel mondo. Il Taurasi, soprannominato il Barolo del Sud, è la più vecchia DOCG rossa dell’Italia Medirionale, ed è prodotto in un’area di 17 comuni con capofila Taurasi.
L’aglianico dell’Irpinia è alla base anche di due vini DOC, ossia l’Aglianico dell’Irpinia e il Campi Taurasini.
Ormai non manca anno che un Taurasi riceva premiazioni nazionali e internazionali per la sua alta qualità.
Il comune è inoltre sede di tistoranti, agriturismi e bad& breakfast grazie al flusso di numerosi turisti appassionati del vino. Taurasi è stata scelta per la sua vivace economica e per la sua notorietà come sede dell’Enoteca Regionale dei Vini d’Irpinia.